Ugo Malvano > News > Le mostre

Le mostre

A Monastero Bormida la mostra ”Pittori tra Torino e le Langhe al tempo di Augusto Monti”

La rassegna (3 giugno – 6 agosto 2017), raccoglie 140 opere di pittori attivi a Torino nel periodo tra le due guerre. Accompagna la mostra un catalogo curato da Mauro Galli, che inquadra il periodo storico e documenta le tendenze artistico-culturali nella realtà torinese dell’epoca. Accanto alle tavole e alla scheda tecnica delle opere, di ogni artista viene presentata una breve biografia. In mostra anche una serie di lavori di Ugo Malvano e Nella Marchesini.

Mostra ”Identita’ ebraica” allo Spazio Don Chisciotte (29 gennaio-19 marzo 2016)

Promossa dalla Fondazione Bottari Lattes, la mostra presenta una serie di opere di sei pittori torinesi di origine ebraica: Mario Lattes, Carlo Levi, Stefano Levi Della Torre, Paola Levi Montalcini, Ugo Malvano, Dario Treves. Catalogo con testo di Marco Vallora.

”Ugo Malvano. Trent’anni a Parigi”

Alla Casa del Conte Verde di Rivoli dal 18 dicembre 2015 al 17 gennaio 2016

La mostra, curata da Rosanna Maggio Serra e Pino Mantovani, raccoglie circa 80 dipinti e oltre 50 disegni che propongono uno sguardo inedito sulla produzione del pittore, concentrandosi sugli anni in cui i lunghi e ripetuti soggiorni parigini lo mettono a stretto contatto con la pittura d’oltralpe. Accompagna la mostra un’ampia documentazione biografica. Catalogo a cura di Alessandro Botta.

Castello Baron Gamba di Chatillon

Inaugurata al Castello Baron Gamba di Chatillon la sede regionale del Museo di arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta.

Dopo un lungo e complesso intervento di restauro, il Castello diviene sede del Museo Regionale e si apre al pubblico presentando, in un articolato percorso espositivo curato da Rosanna Maggio Serra, una selezione di 150 opere che spaziano dalla fine dell’800 ai giorni nostri, scelte tra le oltre 1.500 conservate nella collezione museale.
Sono esposte due opere di Nella Marchesini e Ugo Malvano.

Il rifugio dell’amicizia. La collina torinese 1943-1945: arte e testimonianza

Mostra a Pecetto Torinese.
“Ugo Malvano e Nella Marchesini: tra arte e storia (1944-45)”.

La manifestazione, promossa dal Comune di Pecetto in collaborazione con l’Archivio Malvano-Marchesini, ha preso l’avvio sabato 21 aprile con l’intitolazione della Biblioteca civica a Barbara Allason. L’iniziativa, articolata in sedi e momenti diversi, si propone di mettere in luce l’intrecciarsi dei percorsi dell’illustre letterata e coraggiosa antifascista Barbara Allason con le vicende della coppia di pittori Ugo Malvano e Nella Marchesini, rifugiati nell’ultimo periodo di guerra a Rosero (Pecetto) per sfuggire alle persecuzioni razziali. L’approfondimento del tema – secondo prospettive diverse – è stato affidato a tre studiosi (Alberto Cavaglion, Giacomo Jori, Pino Mantovani). I loro interventi hanno collocato storicamente l’impegno artistico e civile della Allason e quello dei due pittori nel quadro più generale del tragico e violento periodo bellico: da un lato evidenziando la sinergia tra l’impegno antifascista e l’intensa attività letteraria della Allason (il cui volume, dedicato nel dopoguerra alle ville della collina torinese, sarà illustrato da Malvano), dall’altro presentando e approfondendo il percorso artistico e personale dei due pittori, fino alle circostanze drammatiche che li hanno coinvolti durante la guerra.
Nell’ambito dell’iniziativa è stata inaugurata la mostra dedicata a Ugo Malvano e Nella Marchesini (aperta fino al 29 aprile): essa si propone come evento artistico significativo, per la consistenza e la qualità delle opere esposte (alcuni dipinti di Nella Marchesini e oltre 40 disegni di Malvano, tutti del 1944-45) e, al tempo stesso, come memoria storica delle vicende dell’ultimo periodo di guerra, rivisitate in prospettiva domestica attraverso testimonianze e documentazione inedita proveniente dall’archivio Malvano-Marchesini.

I disegni di un pittore: Ugo Malvano (estratto dalla presentazione in catalogo di Pino Mantovani):
… Il caso singolare di Ugo Malvano, specialmente nella sua fase conclusiva, dove la naturale propensione al rigore, la ricerca puntigliosa della “schietta forma delle cose e con la forma della loro schietta poesia”, le dfficoltà operative che riguardano prima i materiali poi il loro controllo, si intrecciano con la consapevolezza malinconica e severa della precarietà dell’esistere. Così la essenzialità diventa il segno di una volontà che è insieme stilistica e morale: mentre l’immagine, libera da qualsiasi “piacevolezza e svolazzo sentimentale”, rappresenta “il solo modo completo e soddisfacente di esistere” (L. Carluccio).
… Che un pittore di questa specie, in una stagione difficilissima della sua vita, abbia realizzato alcuni degli esiti più alti con gli strumenti più semplici, è significativo.
… L’evidenza dei risultati convince che nel disegno l’artista riusciva a trovare tutto quello che cercava da pittore: la massima concentrazione dell’immagine, la giustezza dei toni, la continua vibrazione tessuta con un movimento semplice solo apparentemente ripetitivo della mano e dello strumento, l’attenzione a non saturare le superfici e non impastare la materia per trattenere la maggior quantità di luce, anche dove l’infittirsi della trama dichiarava la presenza prevalente dell’ombra.
… Nei paesaggi (boschi o comunque densità di vegetazione), nelle nature morte (cibi o cose di cucina), negli interni (rustici senza sentimentalismi), Malvano realizza il suo ideale inseguito coerentemente dall’inizio di un’arte essenziale, non come sublimazione metafisica o stilistica ma come riduzione e concentrazione, per così dire precipitazione dello spirituale nel grado ultimo della povertà materiale, della stretta necessità vitale e insieme della evidenza espressiva.